Dittatrice del gusto

MET GALA 2023, I can smell drama in the air.

Dopo un lungo silenzio tornare a scrivere mi fa strano. È stato un periodo difficile e controverso, forse poi ne parleremo. Ma mi sembrava poetico riprendere dall’ultimo tema trattato, il Met Gala. Manca più di un mese ma diciamo che “I can smell drama in the air”, vediamo perché.

Page Six, alias la Bibbia della moda, ha lanciato la bomba secondo la quale le Kardashian non saranno invitate al Met Gala di quest’anno. Prima di affrontare i ragionevoli motivi che avrebbero portato a tale decisione, occorre fare un passetto indietro.

L’evento moda più seguito al mondo è un punto di arrivo per chiunque voglia avere voce in argomento.

La moda significa potere e influenza in diversi ambiti: attualità, ricchezza, politica, social media. La moda detta e plasma silenziosamente e non ogni aspetto della nostra vita. Il più delle volte a deciderne la direzione vi è la sola ed unica Anna Wintour.

Immagino non ci sia bisogno di addentrarci dentro la biografia di Anna Wintour, ma qualcosa su di lei è importante tenerlo a mente: nonostante sia una delle voci più autorevoli nel mondo della moda, la Wintour non ha mai ostentato la sua ricchezza mostrando palesi grandi marche, non l’abbiamo mai vista con cinture con lettere in metallo esposte, borse con loghi enormi, ha sempre ritenuto questo ‘fenomeno’ per la massa, che in qualche modo vuole avvicinarsi a quel mondo tanto scintillante e inarrivabile.

Anna Wintour ha sempre sostenuto Tom Ford il quale ha lamentato più volte quanto il Met Gala fosse diventato palcoscenico di assurdità senza eleganza. Un Carnevale in cui si vuole far parlare di sè e non raccontare qualcosa, non apportare qualcosa. La moda è la nostra storia e va protetta. E chi è una delle icone di moda più famose al mondo? Marilyn Monroe. E il suo abito più iconico? Quello indossato da Kim Kardashian l’anno scorso.

Se avete avuto modo di leggere il mio precedente articolo saprete già che io ho amato Kim per quella scelta. Non ci ho visto arroganza, ci ho visto tanto amore verso quella storia e quell'icona che non ha segnato solo l'America ma il mondo intero. L'abito è stato prelevato dal museo, utilizzato per fare l'ingresso sul red carpet e subito dopo Kim avrebbe sostituito l'abito indossando una replica dell'iconico abito.
Ma dunque, cosa è andato storto? Parrebbe che l'abito sia stato danneggiato, oltre a queste voci il caos che si è scatenato intorno questa scelta, il peso che Kim ha deciso di perdere per entrare nell'abito, hanno fatto sì che il Met Gala venisse totalmente oscurato e si è parlato per settimane solo di questo.

Le Kardashian sulla cresta dell’onda (e quindi impossibili da non invitare) hanno davvero lanciato messaggi sbagliati? O Anna Wintour costretta ancora una volta ad ascoltare la volontà della massa ha dovuto intervenire contro il malcontento generale? Come saprete già, scopo dell’evento è quello di fare beneficienza e al contempo preservare ed educare chi guarda sulla moda. Il potersi permettere il prezzo da pagare per indossare abiti iconici, accessori storici, è forse una forma di mancanza di rispetto? Utilizzare del tulle e un cappellino da baseball rendono omaggio alla storia americana o sembra un costume carnevalesco?

Il dibattito su cosa Anna Wintour e la commissione del Met Gala decideranno di fare si fa interessante. La moda è sempre portavoce e al contempo al di sopra di cosa vuole il grande pubblico. 
I drammi, gli scandali, i gossip, non stancano mai però, quindi se è stato lineare ed imprescindibile l'anno scorso invitare tutte le Kardashian, quest'anno sarà altrettanto semplice volersene allontanare? 
Non so voi, ma io aspetto questo Met Gala con impazienza e forse ancora con più impazienza la nuova stagione di 'The Kardashians'.

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Lareginarossa
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“Voglio essere sempre bella, tanto da costringere la gente a voltarsi”. Aquario classe ‘92. Laureata in Lettere Moderne, nomade per il mondo, Social Media Manager e Dittatrice del Gusto.
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